Riflessioni da Napoli

Come contributo alla tematica “crescita continua” invio alcune riflessioni che insieme ad altri colleghi dell’area di Napoli avevo elaborato lo scorso anno riguardo le progressioni di carriera ma che possono estendersi anche ai criteri generali per l’arruolamento. Piergiuseppe De Berardinis

1. Il CCNL (art. 15, commi 5-7, CCNL del 2006) prevede che il CNR attivi selezioni all’interno dei profili di Ricercatore e Tecnologo per l’accesso al I e al II livello con “cadenza biennale” e per “un congruo numero di posti”. Si propone pertanto che il CNR si impegni alla promulgazione biennale di concorsi per progressione di carriere in ottemperanza al CCNL.
(un’ analoga programmazione con previsione degli impegni di spesa dovrebbe essere adottata dall’ente per le nuove assunzioni).
2. Le selezioni devono avvenire per Aree concorsuali (scientifiche e tecnologiche) sufficientemente numerose (ad esempio, circa 30 Aree scientifiche e 4 Aree tecnologiche) da garantire una sufficiente omogeneità disciplinare all’interno di ciascuna Area e la copertura di tutte le competenze scientifiche e tecnologiche presenti nel CNR. Tutte le Aree concorsuali vanno definite attraverso uno specifico Disciplinare che ne assicuri la stabilità nel tempo e ne definisca (in maniera chiara) il contenuto disciplinare (ciò, per le Aree scientifiche, potrebbe avvenire utilizzando gli ambiti disciplinari definiti in Siper da ciascun R&T attraverso una “declaratio” come avviene per i Settori Scientifico-Disciplinari universitari, ad es: http://www.miur.it/UserFiles/116.htm). Le aree concorsuali devono prescindere dalle Aree Strategiche e dall’appartenenza agli istituti e/o ai dipartimenti ma riflettere le competenze scientifiche dei ricercatori dell’ente.
3. Attraverso il suddetto Disciplinare saranno definiti anche i criteri di valutazione di massima dei Ricercatori e Tecnologici, in modo da assicurare stabilità nel tempo di detti criteri di valutazione. Tali criteri devono rispecchiare principi di oggettività e univocità; rispecchiare elementi specifici legati alle finalità del CNR.*
4. Il suddetto Disciplinare dovrà indicare anche i titoli valutabili che devono differenziarsi in funzione del profilo e livello per cui si concorre. A puro titolo di esempio, per il profilo/livello di Primo Ricercatore, non dovrebbero essere compresi tra i titoli valutabili abstract, poster e presentazioni a convegni, così come per il profilo/livello di Dirigente di Ricerca non dovrebbero essere comprese tra i titoli valutabili anche la partecipazione a progetti finanziati da terzi e la pubblicazione su Riviste prive di codice ISBN. Ciò, da un lato, spingerà i R&T verso una maggiore qualità (e non quantità) della produzione scientifica, dall’altro, renderà più agevole e quindi più corretta la valutazione comparativa da parte delle commissioni esaminatrici.
5. I “prodotti scelti” (10 o 15 a seconda del livello) saranno selezionati da ciascun candidato, dall’elenco complessivo dei propri prodotti sottomesso con la domanda di partecipazione alla selezione, solo a valle della pubblicazione da parte della commissione dei criteri di valutazione dei “prodotti scelti”. Ciò eviterà che la individuazione da parte dei candidati dei propri “prodotti scelti” sia una lotteria al buio.
6. Ciascuna commissione sarà composta da membri esterni ed interni al CNR e la sua composizione deve essere tale da assicurare la copertura di tutte le discipline previste nell’Area concorsuale. Ciascun commissario sarà individuato attraverso estrazione a sorte da appositi Albi esterni ed interni (suddivisi per disciplina, profilo e livello). Tali albi, la cui composizione sarà stabilita nel disciplinare, dovranno essere periodicamente aggiornati.
7. Ciascun commissario non potrà far parte di più di una commissione all’interno della medesima tornata concorsuale e non potrà essere nominato in successive commissioni di valutazione CNR, se non dopo almeno 2 anni dalla chiusura dei lavori della commissione.
8. Tutti i verbali delle commissioni, comprese le valutazioni di tutti i candidati, nonché i curricula ed ogni altra documentazione presentata dai candidati risultati vincitori e idonei saranno pubblicati su apposita pagina del sito web del CNR, accessibile a tutti.

* In questa proposta non sono stati inseriti nei criteri di valutazione gli indici bibliometrici. Su questo punto è necessaria a mio avviso una attenta valutazione e discussione. Infatti gli indici bibliometrici come h-index ed impact factor avrebbero necessità di essere tarati in base ai ruoli preminenti nelle pubblicazioni e all’indicizzazione della tematica di ricerca. Inoltre fa riflettere che i paesi anglosassoni, i primi al mondo ad utilizzarli nelle valutazioni anche dei singoli ricercatori, da numerosi anni (10 almeno) li hanno o li stanno abbandonando perchè non forniscono più una corretta misura della qualità della produzione scientifica dei ricercatori (ref. relazione audizioni CUN del 12 maggio 2011 prof. Aldo Travi). Più recentemente un articolo apparso su Nature dal titolo “Small-team science is beautiful” (https://doi.org/10.1038/d41586-019-00350-3), mette in discussione l’uso di h-index tramite un indice di “disruptiveness” che viene utilizzato per valutare i brevetti e dimostrando che gli h-index riferibile ad autori che lavorano in gruppi grandi e consolidati non sono in realtà veritieri e non riflettono un reale valore.

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