Indicazioni per una strada maestra

La vicina scadenza del mandato del rappresentante del personale di ricerca del CNR presso il CdA dell’Ente, e le relative elezioni che avranno il compito di rinnovarlo, stanno iniziando a promuovere una diffusa e interessata attenzione generale che si avrebbe il dovere di canalizzare verso un esito adeguato alle numerose e diverse problematicità che caratterizzano lo stato attuale di gestione dell’Ente, e le condizioni sempre più difficili in cui si trova ad operare il personale della ricerca. Mai il CNR degli ultimi 30 anni si era trovato in condizioni così gravi sotto il profilo del finanziamento ordinario, in costante declino, del rinnovo di strutture e strumentazioni, assente, di una visione condivisa e strategica della sua missione, assente, di forme di reclutamento del personale programmate e selettive, assenti, di modalità garanti delle progressioni di carriera, inesistenti, di interazioni tra sede centrale, suoi emissari e personale degli istituti, inesistenti, di gestione amministrativa, sempre più complicata e incompatibile con l’esercizio della ricerca, di attacco alla sua credibilità, a causa di vicende scabrose esposte al pubblico ludibrio, di isolamento e stato di costrizione del personale che svolge attività di ricerca, cui per altro si chiede sostegno economico per potere funzionare. Uno scenario drammatico, recuperabile persino dall’attenta lettura della relazione sullo stato della Ricerca e Innovazione in Italia pubblicata nel Giugno 2018 e redatta con il contributo di numerosi studiosi dell’Ente. Per quanto pre-apocalittico, si tratta quindi di un quadro reale, documentabile, sostenuto da molti dati. E qui allora bisogna porre la prima questione e fare il primo distinguo. Chi è responsabile di questo progressivo declino? Chi non ha fatto niente per impedirlo? Chi si ostina a non vederlo e pensa di riproporlo? Bè, tutte queste persone non possono essere i candidati in CdA per il personale della ricerca.

A fronte di ciò, la stessa relazione, come pure molti altri studi di settore, indicano nei ricercatori, l’unico elemento di prestigio. I ricercatori italiani, inclusi quelli del CNR, che rimane la prima organizzazione scientifica del paese, sono tra i più produttivi e più citati al mondo, quando si tratta di pubblicazioni scientifiche. Pare incredibile ma è così. Incredibile perché nessuno mai si aspetterebbe che senza alcun sostegno interno, con strumentazioni obsolete, spesso ospitate in strutture cadenti, penalizzati da un sistema amministrativo che li costringe ad operare a singhiozzo e su tempi irragionevolmente lunghi, sotto costante ricatto di sottrazione dei propri fondi, irreggimentati in orari di servizio incongrui, siano loro a garantire la credibilità dell’Ente. Sì, ma per quanto ancora sarà così, se la situazione non fa che peggiorare? C’è qualcuno meglio di un ricercatore che può opportunamente, e doverosamente, rappresentare questa realtà in CdA?

A seguire, e prima delle 10 domande + 1 che porrò sullo stampo di un approccio giornalistico che pare abbia successo, il terzo rilievo. Noi, personale della ricerca, abbiamo per la prima volta avuto un nostro rappresentante interno al CdA nella persona del Consigliere Mocella, come viene chiamato. La domanda che dobbiamo porci è: ha fatto il suo dovere o no? Ci ha ben rappresentato? Se no, dove ha fallito? Chi lo critica, ed è lecito farlo, nessuno è infallibile, ha però il dovere di circostanziare i suoi rilievi, evidenziare eventuali lacune, difetti. Solo in questo modo, a mio avviso, possono concretizzarsi candidature alternative, sostanziate dalla promessa di fare meglio. Attenzione però ad essere realisti, e parlo pure per esperienza personale, perché non si possono contare le modalità, i trucchi, l’isolamento, il già deciso e le pressioni attraverso le quali chi vuole imporsi cerca di rendere inoffensivo chi gli si frappone, non già per partito preso, ma perché possiede un diverso concetto di gestione delle risorse pubbliche e, con tutta probabilità, una più sincera, profonda e disinteressata passione per lo studio e la ricerca.

Prima di chiudere e indirizzarvi alle 10 domande + 1, un escamotage per cercare di impedire che la discussione sui nomi prenda il sopravvento sui contenuti, voglio precisare che le considerazioni da me fin qui svolte sono solo dettate da un pensiero libero, possono ovviamente essere confutate e altrettanto ovviamente non sono dirette contro alcuno.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...