Pubblicazioni nel CNR

Il problema del finanziamento delle pubblicazioni nel CNR

Si è parlato di recente dell’opportunità o meno all’interno del CNR, che un istituto o l’Ente stesso finanzi le pubblicazioni dei singoli ricercatori, dove esse siano a pagamento.
La pubblicazione è ormai a tutti gli effetti il metro principale di valutazione per la carriera di un ricercatore, ed essendo ormai delegata a enti privati si pongono a monte problemi come le ricadute effettive delle pubblicazioni (oltre le citazioni per intendersi) e quello dei conflitti di interesse. Parlerò di tale problema in un’altra sessione.
In questo spazio rilevo invece come la creazione di un fondo “ad hoc” di scopo o di solidarietà sollevi non pochi problemi collegati. Ne elenco alcuni di seguito:
1 – Il costo di una pubblicazione – La qualità di un lavoro di ricerca, anche ai fini della pubblicazione di un progetto, viene stimato in base a un certo numero di pubblicazioni. Le pubblicazioni vengono frequentemente finanziate singolarmente dai singoli gruppi di ricerca. Si pone quindi un primo problema di accessibilità in termini di costi diretti e indiretti, al netto della sua scrittura. Esistono infatti costi legati agli esperimenti, indiretti in termini di procedure amministrative, e quelli effettivi costo di pubblicazione su rivista. Si tratta di costi per cui il ricercatore non ha fondi “ad hoc” ma che tuttavia costituiscono la base della sua valutazione. In termini pratici diversi ricercatori possono trovarsi nell’annoso problema di non poter pubblicare per assolvere ad attività necessarie per finanziare la pubblicazione (e quindi si tratta di una specie di ossimoro) oppure di dover scegliere canali più “economici” per risparmiare.
2 – La reperibilità di una pubblicazione – Al fine di aumentare il numero di citazioni è essenziale che una pubblicazione sia facilmente accessibile, in questo senso riviste open source o ben conosciute a pagamento offrono una possibilità di crescita degli indici di citazione più alta. In questo caso si pone dunque un problema di investimento , poichè spendendo di più si può garantire una probabilità più alta di rendere accessibile la pubblicazione ad un interessato. La comunità scientifica ha provato a ovviare a questo problema con la creazione di comunità di diffusione parallela come ad esempio ArXiv o Research Gate. Permangono però problemi di copyright per cui senza una battaglia più consolidata a livello generale è difficile oltrepassare meccanismi consolidati.
3 – L’uso imparziale di fondi ad “hoc” – La creazione di fondi comuni crea il problema innanzi tutto di dove vengano reperiti i soldi e in seconda battuta di come vengano utilizzati. E’ evidente che si introduca una certa forma di arbitrarietà per cui se, ad esempio, i soldi vengono recuperati da residui di progetto di altri istituti si ha un finanziamento “comunicante” tra attività di ricerca e campi diversi. Nel caso si tratti di una ripartizione di fondi generali invece è opportuno capire con che procedura vengano assegnati (per procedura FIFO, in base all’H index e via dicendo). Anche laddove i singoli istituti decidano di porsi una cifra per supportare tale attività bisogna considerare che ci sono campi in cui le riviste sono a pagamento ea latri in cui non lo sono. Laddove ci sia il doppio binario , un ricercatore che riceva un finanziamento per un tipo di pubblicazione “più accessibile” riceverebbe un aiuto indiretto alla sua carriera rispetto a un ricercatore che non accede al fondo. Quindi i criteri andrebbero bilanciati in maniera opportuna per non creare disparità nella competizione.
4 – Altre barriere – L’agevolazione alla pubblicazione non si traduce solo in termini pratici nel finanziamento della pubblicazione ma nel rendere disponibili una serie di strumenti operativi per effettuare questa attività. Si tratta, ad esempio, dell’accessibilità ad abbonamenti di rivista per consultazione testi, alla disponibilità di software per la scrittura o antiplagio, di corsi ad hoc per la scrittura scientifica. Anche in questo sarebbe forse il caso di farsi domande su come rendere equamente accessibili tali strumenti a ricercatori di istituti diversi e , laddove possibile, eliminare alcune barriere di accesso per il loro reperimento o adottare economie di scala nel loro acquisto.

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