SUL PERCHÉ NON CI SONO DONNE CANDIDATE

Solleverà non poco stupore nei pochi lettori che seguono queste nostre riflessioni, notare che sia un uomo, un maschio, a porre la questione ma il maschio in questione è uno scienziato e il dato è evidente: al momento non ci sono candidature femminili al ruolo di rappresentante del personale CNR in CdA. Perché? Non possiamo certo dire che il genere non esiste : credo che le donne  siano almeno la metà se non più, dell’elettorato passivo, e lo sono del cielo; non possiamo certo affermare che non ne hanno i numeri, la capacità : molte, moltissime di loro sono vincenti e brave;  pur essendo consapevole che la società chiede a loro ulteriori carichi di lavoro, non possiamo affermare che non siano in grado di sostenerli : ne abbiamo eroica testimonianza quotidiana; non possiamo nemmeno sostenere che hanno un indole rassegnata e pacifica perché molte sono particolarmente agguerrite. E allora perchè?  E’ ritenuto il compito forse di poco conto? Se sì, sarebbe opinione fortemente sbagliata perché una donna come rappresentante dell’intera comunità scientifica del nostro Ente rappresenterebbe un segnale forte di emancipazione sociale, parità e rispetto. Il tema l’avevo già sollevato nel contesto di almeno due altri contributi, senza ottenere alcun riscontro. Mi chiedo perché, e per questo, per capire, lo ripropongo, questa volta in modo esplicito. Per capire, non per ostacolare le attuali candidature, come qualcuno potrebbe sospettare. Anzi, penso che i candidati maschi che conosco, non potrebbero che condividere un auspicio, il mio, cui avevo già dato concretezza nel passato, quando, al tempo della prima nostra avventura elettorale, feci campagna a favore dell’unica candidata donna, persona di carattere e grande valore scientifico.

5 pensieri su “SUL PERCHÉ NON CI SONO DONNE CANDIDATE

  1. mara marongiu

    Ottima riflessione. Ma questa non si limita alle donne del CDA del CNR, ma in generale alle donne in posizione di comando, nel CNR, in politica, nelle imprese…secondo me ci sono due fattori che influiscono: il primo è che nella maggior parte dei casi sono le donne a dedicare il maggior tempo in famiglia, se ci sono figli, lasciandole meno libere sia fisicamente che mentalmente; il secondo è che in linea di massima le donne sono meno portate per certe posizioni che implicano scontri ed un certo tipo di stress. Spero di non attirare troppe critiche con queste mie parole. Io sono una donna, e sono fortemente convinta che le donne possano avere le stesse posizioni degli uomini, e che in generale valga la regola del merito, a prescindere dal sesso. Detto ciò mi piacerebbe vedere e votare una donna capace nel CDA. 🙂

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    1. Emanuela Motta

      Grazie Mara,
      sia perché esponi il tuo pensiero, che parzialmente condivido, senza preoccuparti di eventuali critiche sia perché manifesti comunque il tuo desiderio di sostegno.
      Io mi sono candidata e spero di incontrarti per potermi confrontare con te.
      Un caro saluto
      Emanuela Motta

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  2. ugocortesi

    Credo che la risposta alla domanda PERCHE’? (a meno che non si intenda trattare quest’ultima come punto interrogativo retorico) debba scendere in qualche profondità, per ricondursi a cause più prime di quelle correttamente richiamate nel commento della collega. Che in parte sono cause, ma forse ed anche in maggiore misura soprattutto conseguenze.

    Raccomando a tutti la lettura di una breve opera, che può aprre gli occhi a questo riguardo:
    Donne al potere, Mery Beard, 2018 (https://www.libreriauniversitaria.it/donne-potere-troppo-tempo-donne/libro/9788804688723).

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  3. patriciaiozzo

    Care colleghe e cari colleghi,

    Desidero informarvi che mi sono candidata alle elezioni per il rappresentante del personale (tutto) nel CdA del CNR.

    La visione che ho di questo ruolo è quella di un membro della comunità scientifica che si siede al tavolo dell’organo decisionale del CNR, avendo pari dignità, ma una competenza complementare a quella degli altri membri, data dalla quotidianità della ricerca, da cui deriva la conoscenza delle esigenze della ricerca e dei canali di promozione dell’immagine del CNR.

    Se sarò eletta, mi impegnerò in questo importante ruolo con sobrietà ed equilibrio, facendo quello che so fare meglio: disegnare, con voi, un progetto concreto di miglioramento, promuovendone la penetrazione e seguendone lo sviluppo in maniera critica e tracciabile.

    Credo fermamente che il CNR abbia un grande patrimonio nel proprio personale, grazie al quale l’ente rimane competitivo nonostante le limitate risorse e la complessità del sistema e del suo funzionamento. Di questa convinzione ho fatto il primo punto del mio programma, cui appartengono proposte di adeguamento e modernizzazione della strategia concorsuale/selettiva a garanzia di coerenza nel tempo e fra concorsi (criteri di valutazione, commissioni, graduatorie, scorrimenti, reclutamenti), rispetto di elementi di flessibilità connaturati alla ricerca e della destinazione dei fondi attratti dai gruppi di ricerca (per es. vedi il caso delle “3 circolari”), sviluppo di un modello di informazione, comunicazione e collaborazione fra me e voi molto inclusivo e puntuale, ed un CNR più partecipativo nella (scelta della) componente decisionale.

    Il mio programma di mandato, che sarà presto disponibile nel sistema online delle votazioni, rappresenta una proposta teorica, su cui costruire e perseguire insieme un progetto (pratico), a vantaggio dell’efficienza, dell’immagine e del risparmio che, confido, gli altri componenti del CdA accoglieranno al tavolo della discussione.

    Mi auguro che queste idee siano da voi condivise e tengo ad esprimere il mio rammarico perchè purtroppo la tempistica di votazione non mi consentirà di incontrarvi tutti prima delle scadenze elettorali (altro elemento da migliorare) ma, se eletta, il confronto diretto sarà il principale strumento di convergenza fra di noi.

    Un caro saluto

    Patricia Iozzo

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  4. Emanuela Motta

    Di seguito la mia comunicazione di candidatura e spero che si possa aprire un confronto il più ampio possibile

    EMANUELA MOTTA

    Care colleghe e cari colleghi,

    nel comunicarvi la mia candidatura per l’elezione del componente del Consiglio di Amministrazione in rappresentanza del personale, provo in queste poche righe a rendervi partecipi delle motivazioni della mia decisione.
    Negli ultimi due anni il CNR ha raggiunto importanti risultati a beneficio del Capitale Umano (un aumento strutturale del FOE, l’avvio del processo di stabilizzazione) ottenuti attraverso una partecipazione attiva e unitaria del personale, strutturato e non strutturato.
    Partecipazione che mi ha visto coinvolta in prima persona e che rappresenta una delle motivazioni principali della mia candidatura perché mi ha fatto toccare con mano il valore della condivisione degli obiettivi, del contributo che ogni singola unità di personale può dare se si sente partecipe di un progetto e questo valore deve essere con forza rappresentato in CdA.
    Questa preziosa esperienza, inoltre, mi ha dato la possibilità di approfondire dall’interno le conoscenze sul funzionamento del CNR, di costruire una fitta rete di legami con le istituzioni (ho collaborato con il movimento dei PU alla stesura di emendamenti alla legge di bilancio) e tuttora partecipo attivamente nel dialogo con molti esponenti della politica per contribuire a mantenere alta l’attenzione sulla Ricerca nell’ottica di continuare il percorso per una trasformazione importante: il rilancio della Ricerca nel nostro Paese.
    Seconda motivazione, e non meno importante, è partecipare in quanto donna.
    Il valore della differenza di genere, sempre nell’ambito delle competenze e della capacità, non può continuare ad essere assente. Il primo passo è, quindi, la partecipazione.

    Spero di potermi confrontare al più presto con tutti i colleghi che desiderino partecipare attivamente a questa grande opportunità di poter eleggere un proprio rappresentante nel CdA.
    Un caro saluto
    Emanuela Motta

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