10 RISPOSTE ALLE 10 DOMANDE + 1

  • contribuito da  Diario In Solitario, Candidato Immaginario
1. Qual è la tua visione del CNR? Quale ruolo devono averci l’attività di ricerca scientifica e lo sviluppo tecnologico? Come devono essere sostenute? Quali devono essere gli interlocutori del CNR? Primo e fondamentale compito del CNR è svolgere attività di ricerca originale a beneficio del sapere, della conoscenza e dello sviluppo tecnologico del Paese. Un pilastro centrale su cui devono essere organizzate le altre necessarie attività di sostegno. Gli interlocutori sono tutte le altre istituzioni o aziende che operano nel settore della cultura, del sapere, dei servizi e industriale.
2. Sei soddisfatto dell’attuale organizzazione del CNR e delle modalità attraverso le quali nomina i suoi dirigenti/direttori? Se no, quali alternative proponi? Che pensi dell’attuale composizione del CdA? No non sono soddisfatto. Dirigenti e Direttori dovrebbero essere nominati dalla comunità scientifica interna del CNR. Cruciale è la nomina del Direttore da parte del personale dell’Istituto. L’attuale composizione del CdA è anacronistica e deve essere modificata inserendo un più alto numero di rappresentanti del personale CNR
3. Il finanziamento ordinario del CNR è sempre più ridotto e inadeguato nel garantire anche i più semplici servizi al personale della ricerca. Cosa intendi proporre, e fare, per fermare e possibilmente sovvertire questo andamento? E nel caso di maggiori disponibilità, su quali capitoli di spesa impiegheresti i fondi? E ancora, non ritieni doveroso rendere pubblico e comprensibile il bilancio dell’Ente? Il FOE è decisamente da aumentare per: togliere i balzelli imposti ai progetti ottenuti dai ricercatori, sistemare tutte le situazioni edilizie pendenti, garantire un fondo di ricerca per giovani ricercatori assegnato per merito, sostenere in modo adeguato e ricorrente le assunzioni di nuove personale e i passaggi di carriera, finanziare progetti intramurali di ricerca ad alto contenuto innovativo
4. L’80% del personale che conduce ricerca al CNR è bloccato da anni nella sua progressione di carriera. Staziona ancora livello di entrata, nonostante vanti titoli a profusione. Lo trovi normale? Se no, cosa proponi di fare, in tempi brevi? Se non si è in grado di garantire un giudizio periodico attraverso commissioni imparziali, meglio procedere con automatismi per raggiungimento di obiettivi
5. E’ in corso un considerevole arruolamento di personale precario, sedimentatosi nel tempo a partire da uno dei tanti, precedenti, blocchi delle assunzioni. Come pensi si debba procedere nel futuro così da garantire una immissione in ruolo più regolare e programmata? Quali dovrebbero essere secondo te i criteri di entrata in pianta stabile nell’Ente? Entro certi limiti, il precariato è una condizione fisiologica in cui si trova chi deve verificare la sua idoneità a condurre attività di ricerca. Le vocazioni vanno incoraggiate e l’indipendenza del giovane ricercatore dal proprio tutor promossa attraverso l’assegnazione  di fondi riservati, assegnati su base meritocratica. In misura speculare, i meno idonei non vanno logorati in anni di sfruttamento, ma avviati  su percorsi alternativi alla ricerca.
6. Allo stato attuale i ricercatori non solo si pagano le ricerche ma provvedono a sostenere il costo di spese di utilità per gli Istituti, incluse eventuali affittanze dei locali dove lavorano.  Sono poi entrate in vigore circolari che minacciano di sottrarre soldi ai progetti finanziati e di limitare la necessaria autonomia di lavoro dei ricercatori. Sei d’accordo con questo stato di cose? Se no, come ti proponi di risolverlo ? No, sono in totale disaccordo. I progetti in carico ai ricercatori, ottenuti attraverso la loro attività intellettuale, sono sacri. I soldi non vanno toccati perché servono per le attività di ricerca, di divulgazione, di comunicazione e di sopravvivenza tra un finanziamento e l’altro. I residui non esistono. Si tratta di saldi di progetto in carico al titolare.
7. Cosa pensi dei progetti premiali, di analoghe formule di progettualità esterne al FOE e delle loro modalità di assegnazione? Se favorevole, tu come assegneresti le risorse? Con quali modalità e criteri? Trovi corretto che ci siano finanziamenti del FOE già vincolati nel loro utilizzo?  Ne penso tutto il male possibile. Non può esistere denaro pubblico destinato alla ricerca assegnato in modo iniquo e discrezionale, e non sulla base di una rigorosa e imparziale valutazione fatta da competenti del settore, estranei a coloro che presentano la domanda. Deve sempre vigere il valore supremo del merito.
8. Informazione e trasparenza. Come intendi tenere informata la comunità scientifica di quanto accade nelle riunioni del CdA e, più in generale, di ciò che riguarda il CNR e la sua attività?  Con quali mezzi, modalità e con quale sollecitudine?   Informazione almeno come lo è stata finora dal Rappresentante uscente. Aggiungerei la consulta interna tra gli eletti dal personale e una consulta esterna che coinvolga colleghi rappresentativi delle diverse aree/luoghi di ricerca del CNR perché troppe sono le dissimilarità e le esigenze
9. Il CNR ha seri problemi di gestione di natura edilizia e di acquisizione e gestione di infrastrutture, piattaforme e strumentazione a passo con il rinnovarsi della tecnologia. Come pensi si possa ovviare? Quali azioni intenderesti promuovere?   Il CNR deve innanzitutto rendere pubblica la situazione delle sue proprietà edilizie e dei suoi contratti di locazione in modo da attivare le necessarie politiche di riorganizzazione delle strutture e di contenimento della spesa. Deve liberarsi di proprietà inutilizzate e non chiedere il pagamento degli affitti ai suoi ricercatori. Deve provvedere ad un uso razionale delle strutture e delle grosse strumentazioni, garantendone l’efficienza e l’ammodernamento
10. Ritieni normale centralizzare tutto il disbrigo amministrativo nella sede centrale o ritieni che si debbano ricavare spazi di gestione autonoma su base territoriale?  Ritieni normale che il completamento medio di un ordine prenda circa un mese? Lo trovi compatibile all’attività di ricerca? Se no, come pensi di agire in favore dello snellimento burocratico/procedurale? No, lo ritengo patologico e molto inefficiente, fortemente incompatibile con l’attività di ricerca sperimentale. L’amministrazione deve operare per favorire il lavoro di ricerca, non per ostacolarlo. Si deve procedere con un piano di riorganizzazione che preveda il decentramento del maggior numero di pratiche e servizi possibile.
+1 Sei così critico che ti chiedo come posso crederti? Quali credenziali vanti nella tua vita professionale spesa per l’Ente? Mi son fatto da solo e all’esterno ho sempre difeso il buon nome dell’Ente, tutelandone concretamente le proprietà materiali e intellettuali a partire da tanto tempo fa.

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