SOLIDARIETA’ AL COLLEGA VITO MOCELLA

Con l’uscita dell’articolo sul GIORNALE di oggi 25 ottobre a firma Fabrizio Boschi, la campagna in corso per arrivare alla elezione di un rappresentante del personale del CNR in CdA inciampa in una pagina vergognosa, caratterizzata da un livello di squallore indegno di un confronto che in più occasioni era stato chiesto fosse ideale, aperto, leale e basato su dati, proposte e contenuti, sostenuto da fatti e da un pregresso militante, per una corretta interpretazione e gestione della scienza. Lo ha fatto un intruso, una testata di giornale che non ha certo la scienza come sua riconosciuta priorità ma sa qual è la data di elezioni di un ballottaggio che evidentemente gli sta a cuore, benché si tratti di un evento del tutto irrilevante dal punto di vista giornalistico. Ciò nonostante entra a gamba tesa e produce un articolo surreale, sconclusionato, canagliesco, ignorante delle prassi della nostra comunità, il cui evidente e unico scopo è quello di esporre alla berlina il brigante Mocella. L’accusa è mossa, la condanna emessa e senza appello. Il brigante che viene introdotto con il numero di matricola, come si fa con un detenuto, è descritto come responsabile di un complotto, di una cospirazione, di appropriamento indebito di denaro, di manipolazione di esito di concorso a proprio vantaggio e persino di voler ostacolare il finanziamento di progetti scientifici dedicati alla cura dell’epatite B e della malaria. Un mostro insomma, utile per rafforzare e  trasmettere irresponsabilmente ai lettori, il sentimento di diffidenza , quando non di vera ostilità, nei confronti della scienza. Ma per fortuna, ci vien detto che il CNR gli sta “con il fiato sul collo” ed è nel mirino della procura.
Chi ha scritto l’articolo non sa evidentemente nulla di cos’è un procedimento di valutazione né conosce l’arretrato del CNR nel riconoscimento delle qualifiche conseguite né sa spiegare a cosa si riferiscano i 36.000€ del titolo, che pure fanno un certo effetto.  La condanna è già emessa e con un tempismo sospetto, due elementi che quando si trattò del suo padrone/editore, il GIORNALE ha sempre stigmatizzato come giustizialismo ad orologeria. Chiaro quindi che questa clamorosa inversione di rotta ha un obiettivo che è quello di ostacolare l’eventuale rielezione di Vito Mocella e, considerata l’oggettiva marginalità dell’evento, indegno di per sé di assurgere agli onori della cronaca, deve per forza avere un mandante. Io non penso e non ho alcun motivo di pensare sia l’altro contendente, che conosco per persona civile e seria, ma è evidente che Vito Mocella è indesiderato da qualcuno che può ottenere l’attenzione dei giornali a diffusione nazionale, non da chiunque.

Tutto ciò premesso e denunciato, rientrando nel merito di questa campagna elettorale, devo dire che mi aspetterei un bel gesto di solidarietà da parte del candidato Fantini nei confronti di Vito Mocella perché come ho avuto modo di chiedere più volte, e pure ieri, il personale del CNR non vuole eleggere una persona che vinca sulla base di veleni, di bufale, di fatti non dimostrati, di attivismi carbonari, di ostilità aprioristiche e non debitamente motivate, i cui segnali ho pure colto in recenti occasioni. L’ho detto e lo ripeto : un rappresentante del personale che vincesse su questi presupposti sarebbe già dall’inizio del tutto delegittimato e il personale orfano di lui.
Concludo, perché non posso non farlo notare, che l’articolo del GIORNALE di oggi ha ottenuto uno degli effetti che voleva provocare: quello di creare confusione e indurci a schierarci tra guelfi e ghibellini cercando di devastare il terreno della ragione e della morale. Non è affatto un caso e personalmente trovo sia l’appunto più insolente ed odioso di tutto l’articolo quello per cui già nel titolo il Consigliere Mocella è definito moralista, in modo chiaramente dispregiativo. Questo meccanismo è usato ormai a piene mani da coloro che annegano nel guano delle sconcezze, dei favori illeciti, delle carriere costruite, dei pagamenti in nero, delle millanterie, per sostenere che non è possibile che esistano anime pure e non corrotte. Siamo tutti delle puttane, per ricordare la giornata così titolata da Giuliano Ferrara all’indomani dell’ennesimo scandalo in cui era incorso il premier di allora, suo prediletto. No, non è così, dovete rassegnarvi. Esistono ancora persone che, nonostante i vostri interessamenti, le vostre inchieste, le matricole che recuperate, non sono raggiunte dai vostri schizzi di guano e molti li trovate tra i lavoratori della ricerca che mantengono alto l’onore del loro Paese con un’ottima produzione scientifica a fronte di paghe basse, progressioni difficili, finanziamenti irraggiungibili, strumenti obsoleti, infrastrutture ed edifici cadenti quando non in condizioni igieniche precarie. Sciacquatevi la penna prima di scrivere!
Diego Breviario
PS. Proprio per quanto ho appena scritto manterrò il mio atteggiamento di neutralità pubblica nei confronti dei candidati che è quello che mi ha permesso di organizzare i loro confronti, dal vivo e sulle piattaforme. Penso sia stato utile e abbia indicato quali devono essere le modalità di un confronto leale, informato e civile.    

13 pensieri su “SOLIDARIETA’ AL COLLEGA VITO MOCELLA

  1. andrea orlandini

    Bravo Diego

    Nicola ha già espresso solidarietà a Mocella così come aveva fatto a giugno.

    Sarebbe ancora più apprezzabile da parte tua dedicare post per solidarizzare anche con Fantini quando riceve attacchi personali.

    A presto

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  2. diegononsosemispiego

    Caro Andrea,
    grazie per il commento. Ti risponderò come ho già risposta a Nicola : fin quando gli attacchi che io ho registrato, con un certo fastidio, come reciproci, me ne son tenuto fuori perchè volevo riportare il dialogo e il confronto a livelli più alti. Non sono un maestro che deve bacchettare gli alunni. Un attacco di questo tipo su una testata nazionale mi indigna e credimi, che avrei fatto lo stesso se a subirlo fosse stato Nicola perchè è vile.

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    1. andrea orlandini

      Non ho dubbi che avresti fatto lo stesso anche per Nicola. Grazie.

      Perdonami però, ma quando parli di attacchi reciproci non concordo.

      Perche Fantini può aver criticato le idee o il metodo seguito da Mocella. Ma non mi risulta che Fantini abbia mai attaccato Mocella a livello personale.

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  3. diegononsosemispiego

    Andrea,
    quel che affermi è pure vero, in termini formali, ma non è che a Vito sian mancati attacchi ingiustificati e lesivi della sua persona. Per questo, finchè la disputa era interna alla comunità, ho ignorato, per i motivi che ti ho già detto, per non essere depistato dal mio proposito che è sempre stato quello di far dialogare i contendenti . Ora però scusami ma non continuiamo, oppure scrivimi alla mia e-mail, perché altrimenti trasformiamo Comancio in una chat. Buona serata.

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    1. andrea orlandini

      Caro Diego

      Mi compiaccio del fatto che tu mi dia ragione (anche se solo formalmente).

      Continuo a pensare che certi attacchi personali siano indegni e vadano sempre stigmatizzati. Oltre a quelli verso Fantini, potrei citare anche il “trattamento” riservato a Falcone e Zamboni. O la “paternale” a Iozzo (che ha ora abbracciato il padre) e Motta sulla loro (inutile) buona volontà e poca esperienza. Perdonami proprio ma gli stessi attacchi denigratori verso Mocella non li ricordo. Sarò smemorato io.

      Infine prendo atto che comancio nasce come “piattaforma di discussione di problematiche non più differibili” ma per non più di due tra battute. Altrimenti poi diventa…una chat.

      Buona serata

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    2. vitomocella

      Essendo parte interessata non posso commentare il post di Diego, se non dicendogli grazie. Mi preme rispondere cumulativamente ai commenti di Andrea perché evidentmente c’è un malinteso di fondo. Premettendo che io non ho attaccato “personalmente” nessuno, quelli che lui definisce attacchi personali a Fantini (su Articolo 33 essenzialmente) o ad altri (Falcone) non sono attacchi personali ma sono critiche, ipropriamente definite attacchi personalei. Dire a Fantini che è espressione diretta e organica di un sindacato che gli organizza la campagna elettorale, che lo fa partecipare alle sue assemblee che chiama i direttori ecc.. non è un attacco personale. E’ una critica ad un certo modo di fare. L’attacco personale esecrabile è quello rivolto a famiglia, sulla moglie, sul modo di vestire, sulle inclinazioni sessuali ecc.. Quelli sono attacchi personali da rifiutare senza se e senza ma e, soprattutto, senza alcuna verifica di merito. In qualsiasi paese civile criticare una candidatura perché, senza dichiararlo apertamente è invece una espressione organica di un sindacato è una critica non è un attacco personale. Non è un attacco personale perché questo è dirimente, perché questo inevitabilmente influenzerà la sua azione se eletto e quindi non è un’infomrazione di gossip. In un contesto normale si verifica se la cosa è vera e nel caso si risponde nel merito.E’ anomalo che una testata nazionale entri in un elezione interna al CNR ma questo fa solo capire il livello di attenzione della politica, di cui molti colleghi non sono consapevoli. Al netto della tempistica anomala, un articolo di critica giornlistica sul mio operato sarebbe del tutto legittimo, se avesse una base anche minima di fondatezza. E qui vengo sul messaggio di Nicola cui non ho risposto pubblicamente ma lo faccio qui. La solidarietà personale non c’entra nulla in questo né io ho mai pensato che Nicola potesse essere ispiratore dell’attacco del Giornale, non è nella sua indole e non avrebbe neanche la possibiltà di influenzare una testata nazionale. Ma ritengo del tutto inammissibile la sua risposta: “..Sono garantista con il dott. Mocella e sono garantista con il dott. Di Bitetto… ” Nicola mette dunque sullo stesso piano me e Di Bitetto! Ma scherziamo ? Non dice una parola sull’accusa ridicola di essere ispiraore di un complotto internazione e abusa della parola garantismo, che in questo contesto non c’entra assolutamente nulla. La politica, perché il CdA è l’organo politico, non deve solo essere onesta ma deve anche apparirlo e questo fine lascio ad Andrea (e Nicola) la visione dell’intervento di Borsellino in una scuola di Bassano del Grappa https://youtu.be/lM2IDXOn07o

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  4. Giulio Masetti

    Diego, sono allibito. Ma davvero non capisci quali sono gli interessi che l’articolo de Il Giornale vuole tutelare? Non ci credo. Eppure è spiegato così chiaramente… Sono gli interessi della Famiglia Di Lorenzo. Cosa vuoi che gliene freghi a Il Giornale di chi siede o siederà nel CdA del CNR: quello che a loro interessa è colpire Mocella, scegliendo il momento che a lui fa più male. Si chiama macchina del fango; anche Vito ultimamente ne ha fatto buon uso, delegittimando, diffamando e attaccando i suoi avversari sul piano personale anziché sui contenuti delle loro proposte. Strumentalizzare questa vicenda narrandola come interna alla competizione elettorale anziché nel contesto di una querelle tra Cnccs e Irbm da una parte e Mocella dall’altra è inqualificabile. Con buona pace della tua neutralità…

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    1. Giulio, probabilmente hai ragione. Ma non è certo un caso che il Giornale abbia scelto proprio il momento finale della competizione elettorale per attaccare Vito Mocella. Perché Vito in questi quattro anni ha dato fastidio a molta gente, meglio fare di tutto per toglierselo di torno.
      Purtroppo anche Nicola Fantini – pur non essendo chiaramente coinvolto in questa porcheria – ne esce parecchio danneggiato: in caso di elezione nel CdA tante sue prese di posizione potrebbero essere travisate.
      È veramente incredibile come una semplice elezione nel CdA del CNR possa assumere contorni così foschi.

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    2. vitomocella

      Giulio scusami inizi bene ma continui in modo poco conseguenziale. Del tutto corretto: “Sono gli interessi della Famiglia Di Lorenzo.” . Esatto e poi continui “Cosa vuoi che gliene freghi a Il Giornale di chi siede o siederà nel CdA del CNR: quello che a loro interessa è colpire Mocella, scegliendo il momento che a lui fa più male”. Ti sei riletto quando lo hai scritto ? Al Giornale non fega nulla ma alla Famiglia di Lorenzo si, frega molto chi siede al CdA e non serve una sfera di cristallo per capire il perché. Ora Quello che a loro interessa … appunto perché a loro interessa colpirmi ? Perché c’è “una querelle tra Cnccs e Irbm da una parte e Mocella ” dici dopo ma non è possibile che tu non colga il fatto che da una parte ci sono interessi milionari dall’altra la difesa del bilancio dell’Ente e dell’autonomia rispetto a fondi attribuiti top-down. Non è una querelle personale è una querelle fra chi difende l’Ente e chi difende i propri interessi. Il loro metodo si chiama diffamazione e infatti io li ho querelati. Ma tu ti sei riletto quando dici che io ho “delegittimato, diffamato e attaccato gli avversari sul piano personale”. Ma stai scherzando ? Metti anche tu sullo stesso piano la diffamazione vera e propria (oggeto di querela appunto) da una critica per quanto aspra nei metodi, nell’appoggio sindacale, ecc.. Per piacere, serve onestà intellettuale: puoi non aver apprezzato il mio programma o la mia azione , è legittimo e non votarmi ma ma non puoi mettere le cose sullo stesso piano.

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  5. andrea orlandini

    Il fatto che voi (tu, Amato, ilnostroCNR e tutto art33) pensiate che essere iscritto od aver agito all’interno di un sindacato significhi favorire il voto di scambio, il traffico di influenze e la delinquenza (“Non c’è niente di diverso (se non la scala ridotta) dal voto di scambio o dal traffico di influenze che coinvolge organizzazioni criminali e lobbies varie a partire dal gioco fino alle armi e che avviene in tutto il mondo” cit. Amato), è una vostra mistificazione che, contemporaneamente, offende tutti gli iscritti ai vari sindacati e pone la vostra visione al di fuori della costituzione Italiana.

    Prendo atto che questi non sono attacchi personali ma semplice dialettica politica.

    Oltre tutto, accusate Fantini di “dipendenza” dal sindacato o da un establishment quando lui ha sempre agito in maniera libera, senza sposare posizioni pre-ordinate e mettendosi sempre al servizio dei lavoratori. E ne ha ben pagato le conseguenze. Da chi dice di conoscere il CNR, questo dovrebbe essere almeno riconosciuto.

    Infine, e più in generale, mi sembra evidente che non riusciate ad ammettere che qualcuno operi in maniera indipendente per il bene del CNR. A meno che questa persona non si chiami Vito Mocella. Lui è l’eletto che opera per il bene di tutti senza nessun tornaconto personale.

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    1. vitomocella

      Caro Andrea, rispondo per quel che mi riguarda, lasciando eventualmente che Umberto Amato ti risponda per quel che lo riguarda. Io ho, sul forum ilnostroCNR non credo altrove, sottolineato NON l’iscrizione al sindacato o il passato da RSU di Nicola. Ci mancherebbe altro. Io ho fatto notare a Nicola che la CGIL lo presenta ufficalmente come suo candidato all’interno delle proprie assemble (https://ilnostrocnr.it/files/2019-09-11/assemblea-a-bari-del-24-luglio-2019.png) che la responsabile nazionale CGIL invia personalmente email per supportarlo (https://ilnostrocnr.it/files/2019-09-11/Ruscitti-Fantini.png) e, come di palese evidenza la rete della CGIL sta facendo in modo capillare la campagna elettorale. Sono fatti, ti ho allegato dei documenti che lo comprovano. Restiamo sui fatti. Potrei aggiungere che la stessa responsabile nazionale CGIL utilizzando il suo ruolo telefona, invia messaggi ecc.. Io credo che sia scorretto perché questa rappresentanza in CdA non rientra nelle prerogative del sindacato, quelle per cui per fare un esempio sono concesse loro le bacheche sindacali, gli spazi all’interno delle aree di ricerca ecc.. Io non penso che Nicola dipenda funzionalmente dal sindacato ma se un’organizzazione complessa e ramificata sul territorio impiega così tante energie (al di fuori delle sue prerogative ed infatti ufficialmente invia email che dichiarano la propria neutralità), un motivo ci sarà. E’ lecito supporre che questa organizzazione complessa e ramificata – si attenda un ritorno da questo sforzo che sta compiendo ? Potrei aggiungere che la responsabile nazionale di quella stessa organizzazione negli scorsi giorni ha rivendicato l’attribuzione dei posti dirigenziali per il personale R&T, ovvero quelli che fino al 1 ottobre erano in mano alla vecchia drigenza che ora sta facendo, come noto, campagna elettorale per Nicola. E’ già questo un primo segnale di cosa intendo come ritorno ?

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  6. diegononsosemispiego

    CONTRIBUITO DA Gabriella Corona , Consigliere scientifico DSU

    Il GIORNALE: una nuova macchina del fango inquina la campagna elettorale del CNR

    Vorrei esprimere tutta la mia indignazione per l’intervento del quotidiano “il Giornale” che conteneva attacchi e insinuazioni in merito all’operato di Vito Mocella, candidato ad essere il rappresentate del personale al CdA, privi di un solido apparato di prove. Conosciamo questo tipo di attacchi e il loro essere odiosi nasce anche dal fatto che sono unilaterali e non consentono all’interlocutore spazio per controbattere. E tutto ciò è avvenuto a ridosso del giorno previsto per il voto. E’ un’indignazione che prescinde dalle mie preferenze per l’uno o l’altro candidato. Troppi cari amici ho visto distrutti materialmente e psicologicamente a causa di situazioni simili!
    Questo articolo getta una luce inquietante su questa contesa e ha inquinato un’atmosfera che è apparsa fino al giorno della pubblicazione serena e leale. Questa pubblicazione sta mettendo in discussione il clima di piena libertà di voto e di parola nel quale si sta svolgendo la competizione. Si sta trasferendo nel nostro piccolo ambito CNR un costume davvero odioso della nostra vita pubblica nazionale che consiste nel reiterare attacchi personali e avviare macchine del fango contro chi trova il coraggio di assumere incarichi pubblici.
    E in quanto cittadina, ricercatrice e consigliera eletta di dipartimento ritengo che questa situazione non sia degna di quel modello di Paese autenticamente democratico, alla realizzazione del quale molti di noi hanno dedicato gran parte della loro vita lavorativa e privata.
    Gabriella Corona
    Primo ricercatore, Istituto di Studi sul mediterraneo (ISMED)
    Consigliere Scientifico eletto nel Dipartimento di Scienze Umane e Sociali (DSU)

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